
Primo Rapporto Nomisma
sull'applicazione della Legge Ronchey
La ricerca è stata
promossa in occasione di:
Salone dei Prodotti e Servizi dedicati all'Arte
Centro Affari e Convegni, Arezzo 12 - 15 Maggio 2000
La ricerca è stata realizzata grazie al contributo della
Banca Popolare
dell'Etruria e del Lazio - Arezzo
Bologna, Maggio 2000 2000/25
Indice
Introduzione
Obiettivi
Contenuti e metodologia
1.1. Le macro tendenze in atto
1.2. I Musei e il loro pubblico - una domanda in crescita
1.3. Il ruolo dei servizi aggiuntivi
2.1. I Musei dotati di servizi aggiuntivi
2.2. Principali evidenze per tipo di servizio
2.3. Poli Museali e quote di mercato
2.4. I ricavi per i Concessionari e per il Ministero
Appendice
Elenco dei 54 Istituti d'Arte ed Antichità dello Stato dotati di servizi aggiuntivi al 31.12.1999
Elenco delle interviste
Introduzione
Obiettivi
Il Primo Rapporto sul funzionamento della Legge Ronchey si propone di identificare e quantificare i risultati prodotti dall'applicazione della Legge 14 Gennaio 1993 n°4 (Legge Ronchey), concernente la gestione dei servizi aggiuntivi negli Istituti d'Arte e Antichità dello Stato. La ricerca si prefigge di fornire strumenti informativi e di valutazione utili agli operatori ed alle istituzioni del settore museale.
Contenuti e Metodologia
Il Rapporto è articolato in tre parti.
La prima sezione, impostata sulla ricognizione della letteratura esistente, illustra l'evoluzione in atto nel settore dei musei e la funzione che in questo contesto può essere svolta dai servizi aggiuntivi, sia in chiave di strumento di comunicazione e di marketing, sia dal punto di vista economico con il contributo all'ampliamento dei ricavi.
Il secondo capitolo contiene i risultati dell'analisi quantitativa effettuata sui dati statistici disponibili sull'applicazione della Legge Ronchey, e la mappatura dei musei nei quali sono stati attivati i servizi aggiuntivi.
In questa parte del lavoro si sono analizzati sei tipi di servizi: biglietteria e prenotazione, vendita di libri e di gadgets, bar, ristorante, visite guidate e noleggio di audioguide.
I dati di tutti i musei nazionali italiani sono stati esaminati sia per ogni singolo istituto, sia per polo (concessione inerente più musei nello stesso ambito territoriale/tematico).
La casistica dei prodotti/servizi offerti dai musei, i dati sul fatturato ed il numero degli scontrini, è stata incrociata con i dati relativi agli ingressi, dando luogo alla costruzione di indicatori quali: spesa media per visitatore, incidenza degli acquirenti sul totale dei visitatori, spesa media per acquirente, al fine di valutare il grado di attrazione dei servizi.
Ad integrazione dell'analisi quantitativa è stata effettuata una serie di interviste di tipo qualitativo con esperti ed operatori del settore, per verificare i risultati delle elaborazioni.
La terza sezione del Rapporto delinea le possibili evoluzioni di questo mercato sulla scorta delle evidenze emerse dal lavoro.
1. L'evoluzione recente nel settore dei Musei
1.1. Le macro-tendenze in atto
Linteresse nei confronti dei musei è cresciuto notevolmente nel corso degli ultimi decenni. Il fenomeno della creazione di nuovi musei e dellampliamento ed ammodernamento di quelli esistenti ha interessato molti paesi, che hanno investito somme consistenti in progetti museali.
Le ragioni della recente fortuna dei musei sono molteplici.
I musei hanno dovuto affrontare negli ultimi anni notevoli trasformazioni principalmente per le seguenti ragioni:
I fattori socioeconomici che hanno determinato l'aumento della domanda culturale e di conseguenza la fioritura dei Musei sono:
I Musei si sono trovati a dover aggiornare le proprie strutture proprio per dare risposta adeguata ai mutati comportamenti sociali. N'è emerso un "nuovo profilo del Museo", più attento alle esigenze del pubblico e maggiormente orientato al mercato, con il conseguente inserimento di nuovi servizi e nuovi profili professionali accanto a quelli tradizionali.
I Musei contemporanei debbono essere strutturati per raggiungere risultati di eccellenza non soltanto nelle funzioni tipiche di:
ma debbono essere anche in grado di sviluppare in maniera adeguata attività complementari e di supporto quali:
I Musei italiani, nella quasi totalità, non hanno ancora sviluppato funzioni di marketing e non sono attrezzati per effettuare ricerche ed analisi periodiche sul proprio pubblico, in grado di fornire indicazioni sulla segmentazione del mercato, sulle possibilità offerte da specifiche nicchie, su come raffinare le proprie tecniche di promozione e sui target ai quali rivolgerle, su come sviluppare il marchio.
La soddisfazione di tutte le componenti dell'attuale clientela e la capacità di attrarre al Museo nuove fasce di pubblico è la sfida che i Musei sono chiamati ad affrontare. Conoscere il pubblico significa offrire una gamma di esperienze in cui ogni visitatore possa trovare ciò che più gli si confà: l'esperienza ricreativa, socializzante, educativa, estetica, celebrativa, emozionante.
In questottica s'inseriscono con crescente frequenza le iniziative mirate alla definizione, al raggiungimento e al mantenimento di standard qualitativi dellofferta museale. Tali standard sono utilizzati da anni in paesi di grandi tradizioni nella gestione dei musei quali: il Regno Unito (Museums and Galleries Commission - Registration Scheme), i Paesi Bassi e la Danimarca.
In particolare, la seconda fase di applicazione degli standard in Gran Bretagna, la cui ultimazione è attesa entro la fine del 2001, prevede di estendere la valutazione della qualità anche ai servizi al pubblico: accoglienza ed informazione, servizio didattico, eventi e manifestazioni, negozi, caffè e ristoranti.
In Italia lintroduzione di standard di qualità è in fase di esame ed è stato costituito un gruppo di lavoro promosso dalla Conferenza delle Regioni, che comprende esperti del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, dell'UPI, dell'ICOM, al fine di determinare il quadro dei dettami per la cura delle collezioni, la gestione ed i servizi. La definizione di criteri oggettivi di valutazione per i servizi al pubblico potrà senzaltro essere di notevole utilità per il loro monitoraggio ed adeguamento e dovrà essere considerata attentamente dagli operatori, anche perché le Regioni si stanno muovendo nella direzione di vincolare il proprio supporto finanziario ai musei alladozione di standard qualitativi.
Infine si deve menzionare il problema dellautonomia degli Istituti, che nei Musei nazionali è ancora ai nastri di partenza. I Musei italiani, ed in particolare quelli dello Stato, non godono di autonomia di gestione ed il potere decisionale in merito ad iniziative innovative è ancora estremamente limitato. Qualora si riuscisse a dotare i musei di una forma di gestione autonoma, nuove opportunità di cooperazione pubblico privato potrebbero svilupparsi, in special modo nei settori dei servizi al pubblico.
1.2. I Musei e il loro pubblico - Una domanda in crescita
E percezione diffusa che vi sia, a livello internazionale, un interesse crescente verso i musei e che il numero dei visitatori sia in costante aumento.
Studi comparativi sul pubblico museale in diversi paesi hanno messo in luce che circa il 30% della popolazione frequenta musei e gallerie.
Si stima inoltre che il segmento del turismo culturale rappresenti circa un terzo della domanda turistica totale (interna ed estera).
Adulti che hanno visitato in un anno musei e gallerie rispetto alla popolazione residente (tasso di partecipazione)
Paese |
Tasso medio di partecipazione |
Tasso di partecipazione di diplomati alla scuola dell'obbligo |
Tasso di partecipazione di laureati |
Tasso di partecipazione nei gruppi a basso reddito |
Tasso di partecipazione nei gruppi ad alto reddito |
Francia |
30% |
18% |
64% |
24% |
60% |
Italia |
10% |
N.D. |
N.D. |
N.D. |
N.D. |
Quebec |
23% |
10% |
48% |
13% |
34% |
Spagna |
28% |
N.D. |
N.D. |
N.D. |
N.D. |
Svezia |
30% |
18% |
54% |
N.D. |
N.D. |
USA |
22% |
4% |
45% |
N.D. |
N.D. |
Fonte: J.M. Davidson Schuster, 1991
L'offerta museale italiana include 3.260 istituti . Quasi la metà dei musei italiani (42,8%) appartiene ai Comuni. Gli Istituti statali rappresentano il 15,4% dell'universo museale, ma tra questi si annoverano i musei più noti e frequentati.
Complessivamente il numero degli ingressi nell'insieme dei Musei italiani (visitatori italiani e stranieri) è stimabile in circa 50 milioni, di cui 22 milioni sono gli ingressi registrati nei musei dello Stato.
Il patrimonio culturale italiano è un fattore di attrazione eccezionale nei confronti del mercato turistico mondiale. I turisti pongono la motivazione culturale al primo posto nella decisione di visitare il nostro paese.
I visitatori nei musei statali italiani sono in crescita, come si può notare nel grafico seguente, che illustra landamento dei flussi negli Istituti dello Stato (con ingresso a pagamento) nel periodo 1985 - 1999.
Nell'arco temporale considerato si è passati da 15 a 22 milioni di visite (+ 46%), con una variazione media annua del 3%. La crescita è stata più marcata per i visitatori paganti (4%).
La positiva evoluzione della domanda è ancora più accentuata se si considera la dinamica del quinquennio 1995-1999, che è caratterizzato da una variazione media annua del 7%.
Ingressi gratuiti e a pagamento negli Istituti d'Arte e Antichità dello Stato (a pagamento) 1985-1999
Fonte: elaborazione
Nomisma su dati Ministero dei Beni Culturali - Ufficio di Statistica
La percentuale dei visitatori paganti si è attestata al 60% degli ingressi totali.
Incassi negli
Istituti d'Arte ed Antichità dello Stato (con ingresso a pagamento) 1985 - 1999
Fonte: elaborazione Nomisma su dati Ministero dei Beni Culturali - Ufficio di Statistica
Istituti d'Arte ed Antichità dello Stato (con ingresso a pagamento) - Costo medio per ingresso 1985 - 1999
Fonte: elaborazione
Nomisma su dati Ministero dei Beni Culturali - Ufficio di Statistica
Un altro punto da rimarcare è che la domanda di cultura non ha subito, nel lungo periodo, un raffreddamento per il rincaro del prezzo del biglietto. Gli incassi da biglietti sono aumentati sensibilmente nellarco temporale studiato.
Il volume di spesa per frequentare i musei statali ha superato i 127 miliardi di lire 1999 (+148% rispetto al 1985 a valori costanti), con un incremento medio annuo dell7% (1985 - 1999), ed una crescita nellultimo quinquennio dell8% l'anno.
Il costo medio dell'ingresso è aumentato, a valori costanti, del 45% nel quindicennio considerato, passando da 6.400 a 9.300 (lire 1998).
I dati presentati pongono in risalto che il pubblico nazionale ed estero dimostra un vivo interesse per il nostro patrimonio artistico e che manifesta una notevole disponibilità a pagare per frequentare i Musei.
Per rispondere adeguatamente alle esigenze di questa domanda in crescita i Musei debbono utilizzare tutti gli strumenti a loro disposizione e, tra questi, un ruolo tutt'altro che secondario possono giocare i servizi aggiuntivi.
1.3. Il ruolo dei servizi aggiuntivi
Lattivazione dei servizi aggiuntivi nei musei ha le seguenti motivazioni:
La prima di queste ragioni è connessa intimamente con lesperienza di visita alle collezioni. I visitatori hanno la possibilità di usufruire di visite guidate, di noleggiare audioguide, di documentarsi leggendo la guida del museo, di approfondire temi specifici con lacquisto di saggi specialistici, di diapositive, di riproduzioni, di giochi ispirati agli artefatti che compongono le raccolte.
Levidenza empirica ha dimostrato lesistenza di una correlazione positiva tra il grado di soddisfazione del visitatore per la visita e la propensione ad acquistare pubblicazioni ed oggettistica connesse allesperienza fatta .
In altri termini: tanto maggiore è la soddisfazione del visitatore per la qualità delle raccolte, lorganizzazione del percorso espositivo, la segnaletica e gli apparati illustrativi, il servizio didattico, lallestimento (luci, punti sosta, ecc.), la pulizia dei locali, la competenza e la cortesia degli addetti, tanto maggiore sarà il suo desiderio di portare con sé un ricordo che gli rammenti levento. In questo primo caso è leccellenza della gestione dellIstituzione ad influire positivamente sugli aspetti commerciali.
La seconda motivazione è riconducibile al possibile impiego delle attività commerciali come volano di promozione per il museo, tanto nei confronti dei residenti, quanto dei turisti. Ad esempio, una libreria specializzata nel settore delle arti applicate come quella del MAK di Vienna, che gode di una reputazione di eccellenza, sia per la qualità, sia per la varietà della propria offerta, è parte costitutiva non secondaria dellimmagine globale di alto profilo del Museo delle Arti Applicate della capitale austriaca. La libreria è divenuta un punto di riferimento per quanti desiderano documentarsi sulle arti ed è assiduamente frequentata da un vasto pubblico che non è necessariamente in visita al Museo, ma che connette idealmente lottimo lavoro della libreria alle raccolte ed alle attività scientifiche e didattiche del MAK.
Si deve al proposito ricordare che vi sono nuovi stili di vita e di consumo di cui tenere conto, tra cui il cosiddetto "stile di vita 24 ore", che sta espandendosi in tutta Europa. Si tratta dellemergente tendenza a frequentare gallerie commerciali e luoghi dintrattenimento in qualsiasi momento della giornata, resa possibile dagli orari dapertura sempre più estesi di questi centri ed accompagnata da una forte pressione sociale affinché anche i centri culturali nelle aree metropolitane offrano la massima accessibilità e si pongano come poli di attrazione con orari prolungati.
Caso esemplare di questa nuova tendenza, è il progetto di ristrutturazione del British Museum, ove la nuova Great Court (il grandioso cortile centrale dallo spettacolare soffitto vetrato) è destinata a svolgere la duplice funzione di forum dincontro e di snodo, sia per gli spazi museali, sia per negozi e punti d'intrattenimento e ristoro aperti giorno e notte. Le parole del progettista, l'architetto Sir Norman Foster, sono illuminanti sulla funzione attribuita a questo spazio e sul ruolo sociale del nuovo British Museum: "Penso che ciò che abbiamo trovato non sia solo un nuovo cuore per il British Museum, ma una grande nuova piazza pubblica per Londra".
I prodotti commercializzati allinterno delle boutiques dei musei possono infine svolgere il ruolo di ambasciatori dellIstituzione, facendone conoscere le collezioni attraverso le riproduzioni, le rievocazioni e le reintrepretazioni.
Il terzo fattore, cioè il contributo alla generazione di redditi aggiuntivi per il Museo, sarà esaminato in dettaglio nel capitolo sullanalisi quantitativa dei dati del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali.
Si desidera menzionare il fatto che la letteratura economica sulla materia ha più volte evidenziato che, sebbene positivo per i bilanci dei Musei, l'apporto dei servizi aggiuntivi non è, nella norma, percentualmente molto rilevante nella composizione delle entrate, ed oscilla tra il 2 e il 10% dei ricavi.
2. I risultati dell'applicazione della Legge Ronchey
2.1. I musei dotati di servizi aggiuntivi
Lindagine è stata effettuata su tutti gli Istituti in cui sono stati avviati i servizi aggiuntivi. Si tratta di 54 Musei e luoghi darte e archeologia (tutti con ingresso a pagamento) ove risultano attivate 31 convenzioni al 31.12.1999.
I servizi sono operanti in 13 singoli Musei e in 11 poli comprendenti più Istituti.
Allo stato attuale solo il 14% dei musei nazionali è dotato di servizi aggiuntivi. Se però si considerano i 207 musei e i siti con ingresso a pagamento, le convenzioni coprono il 26% degli istituti.
Incidenza dei Musei dotati di servizi aggiuntivi sul totale dei Musei
Lincidenza degli Istituti dotati di servizi aggiuntivi sul totale dei Musei nazionali è illustrata nella tavola seguente
| Incidenza dei Musei con i servizi aggiuntivi sul totale dei Musei 1999 | |||
Musei con ingresso a pagamento |
Musei con servizi aggiuntivi |
Incidenza % |
|
Istituti |
207 |
54 |
26% |
Ingressi |
21.868.345 |
15.690.133 |
72% |
Incassi biglietti (lire) |
127.848.516.300 |
107.430.785.800 |
84% |
Fonte: elaborazioni Nomisma su dati Ministero Beni e Attività Culturali Ufficio di Statistica
Come si può notare, linsieme dei musei nei quali è operativa la Legge Ronchey sono un quarto del totale degli istituti, ma pesano per il 72% degli ingressi complessivi ed incidono per l84% in termini dintroiti.
In altre parole, i servizi aggiuntivi sono stati introdotti nei principali Musei italiani, con il risultato che sono serviti i tre quarti della domanda, cioè tre visitatori su quattro ai Musei nazionali possono usufruire dei servizi aggiuntivi.
Ricavi complessivi dei Musei (biglietti e servizi aggiuntivi)
Nel 1999 i musei dotati di servizi aggiuntivi hanno movimentato complessivamente circa 145 miliardi di lire, di cui 107 miliardi con la vendita di biglietti e 38 miliardi con i servizi aggiuntivi. Questi ultimi incidono per il 26%, mentre i biglietti rappresentano il 74% dei ricavi.
Localizzazione e tipologia dei Musei
I musei e i luoghi darte e archeologia oggetto di questo studio sono localizzati prevalentemente in aree urbane (79%) e rientrano nella tipologia storico-artistica (51%), archeologica (45%) e mista/altra (4%).
Ripartizione geografica
Nella tabella successiva è illustrata la ripartizione geografica degli Istituti.
Ripartizione geografica dei Musei dotati di servizi aggiuntivi - 1999 |
||||||||||
Istituti |
% |
Ingressi |
% |
Incassi biglietti (lire) |
% |
Servizi aggiuntivi (lire) |
% |
|||
Nord |
16 |
30% |
2.275.336 |
15% |
11.398.572.300 |
11% |
6.365.646.620 |
17% |
||
Centro |
30 |
56% |
10.383.166 |
66% |
75.544.211.500 |
70% |
29.692.052.253 |
79% |
||
Sud |
8 |
15% |
3.031.631 |
19% |
20.488.002.000 |
19% |
1.640.604.225 |
4% |
||
Totale |
54 |
100% |
15.690.133 |
100% |
107.430.785.800 |
100% |
37.698.303.098 |
100% |
||
Fonte: elaborazioni Nomisma su dati Ministero Beni e Attività Culturali Ufficio di Statistica
I Musei dellItalia centrale costituiscono più della metà degli Istituti dotati di servizi aggiuntivi ed hanno realizzato la miglior performance sia per numero di visitatori, sia per incassi da biglietti, sia per incidenza dei ricavi da servizi aggiuntivi.
Il 79% dei ricavi provenienti dai servizi aggiuntivi, circa 30 miliardi, è fatturato dai Musei dell'Italia centrale, ed in particolare dai Musei di Roma e Firenze.
| Ripartizione geografica dei 54 Musei Dati medi 1999 | ||||||
|
Ingressi x Museo (N°) |
Incassi biglietti x Museo (lire) |
Incassi Servizi aggiuntivi x Museo (lire) |
Spesa media x visitatore x ingresso (lire) |
Spesa media x visitatore x servizi aggiuntivi (lire) |
Spesa media x visitatore x ingresso + servizi (lire) |
Nord |
142.209 |
712.410.769 |
397.852.914 |
5.010 |
2.798 |
7.807 |
Centro |
346.106 |
2.518.140.383 |
989.735.075 |
7.276 |
2.860 |
10.135 |
Sud |
378.954 |
2.561.000.250 |
205.075.528 |
6.758 |
541 |
7.299 |
Totale |
290.558 |
1.989.458.996 |
698.116.724 |
6.847 |
2.403 |
9.250 |
Fonte: elaborazioni Nomisma su dati Ministero Beni e Attività Culturali Ufficio di Statistica
Dall'analisi dei dati medi sui 54 musei, emerge che, su base nazionale, gli Istituti sono frequentati da circa 290.000 visitatori, con un incasso medio per istituto di quasi 2 miliardi di lire da biglietti e quasi 700 milioni da servizi aggiuntivi.
La spesa media procapite per visitatore (paganti + gratuiti) per il biglietto è di circa 6.800 lire e la spesa media per l'acquisto di servizi aggiuntivi è di 2.400 lire (acquirenti + non acquirenti). In media il visitatore spende perciò in tutto 9.250 lire a visita.
La disaggregazione dei dati per area geografica mette in rilievo tre situazioni molto diverse.
Nord: Tutti i parametri sono inferiori alla media nazionale, con l'eccezione della spesa media per visitatore in servizi aggiuntivi
Centro: Tutti i parametri sono superiori alla media
Sud: Parametri superiori alla media per numero di visitatori e incassi da biglietti per Museo, ma nettamente inferiori alla media in termini di spesa media per visitatore nei servizi aggiuntivi.
I risultati sembrano indicare una grande potenzialità per il Sud, grazie ai forti flussi di visita, in presenza però di un'ancora insufficiente capacità di attrazione dei visitatori verso l'acquisto di servizi aggiuntivi.
All'estremità opposta si colloca il caso del Nord, dove i Musei riescono ad attivare una spesa per visitatore in servizi aggiuntivi superiore alla media nazionale, seppure con flussi di visita inferiori alla media.
L'Italia centrale è l'area geografica ove la situazione è più positiva e la spesa media complessiva per visitatore supera le 10.000 lire (ingresso + servizi aggiuntivi).
Concentrazione dellofferta
| Incidenza dei Musei di Roma e Firenze sul totale dei Musei - 1999 | ||||||||
Istituti |
% |
Ingressi |
% |
Incassi biglietti (lire) |
% |
Servizi aggiuntivi (lire) |
% |
|
Roma |
18 |
33% |
5.012.431 |
32% |
35.044.137.500 |
33% |
14.820.286.769 |
39% |
Firenze |
10 |
19% |
4.911.506 |
31% |
37.358.900.000 |
35% |
14.267.017.989 |
38% |
Altri |
26 |
48% |
5.766.196 |
37% |
35.027.748.300 |
33% |
8.610.998.340 |
23% |
Totale |
54 |
100% |
15.690.133 |
100% |
107.430.785.800 |
100% |
37.698.303.098 |
100% |
Fonte: elaborazioni Nomisma su dati Ministero Beni e Attività Culturali Ufficio di Statistica
I 18 musei della provincia di Roma e i 10 di Firenze rappresentano il 52% degli Istituti italiani dotati di servizi, assorbono i due terzi degli ingressi e degli incassi da biglietti di tutti i musei esaminati. Aumentano ancora il loro peso percentuale nella vendita di servizi aggiuntivi, fatturando 29 miliardi, pari al 77% di tutte le vendite in Italia.
Le due città darte per eccellenza sono leader incontrastate nel mercato dei servizi in concessione. In entrambi i casi le entrate aggiuntive rappresentano il 30% dei ricavi, mentre la vendita di biglietti il 70%. Nel resto dItalia i servizi aggiuntivi assommano al 19%, i biglietti all81%.
Tipo di servizi offerti e anno di attivazione
La tavola successiva illustra i diversi tipi di servizi offerti nei musei e lanno in cui sono entrati in funzione.
Come si può rilevare i musei non sono tutti dotati degli stessi servizi. La libreria, ad esempio è il servizio più presente: 51 musei su 54 hanno un punto vendita per libri e oggettistica (94%). Anche la biglietteria e la prenotazione sono stati appaltati nell89% dei casi in esame. Allopposto il ristorante è il servizio meno diffuso: soltanto la Galleria dArte Moderna di Roma, infatti, ne possiede uno. Il settore dei servizi Food è largamente minoritario nei musei, giacché esistono appena otto punti di ristoro (pari al 15%).
| Istituti
d'Arte ed Antichità dello Stato 54 Istituti - tipo di servizio ed anno di attivazione |
|||||||||
Tipo di servizio |
1996 |
1997 |
1998 |
1999 |
con servizio |
senza servizio |
Totale istituti |
% con servizio |
incidenza % tipo di servizio |
Biglietteria prenotazione |
0 |
5 |
22 |
21 |
48 |
6 |
54 |
89% |
32% |
Libreria gadgets |
1 |
11 |
21 |
18 |
51 |
3 |
54 |
94% |
34% |
Bar |
0 |
3 |
4 |
1 |
8 |
46 |
54 |
15% |
5% |
Ristorante |
0 |
1 |
0 |
0 |
1 |
53 |
54 |
2% |
1% |
Audioguide |
0 |
3 |
3 |
6 |
12 |
42 |
54 |
22% |
8% |
Visite guidate |
0 |
4 |
19 |
7 |
30 |
24 |
54 |
56% |
20% |
Totale anno |
1 |
27 |
69 |
53 |
150 |
||||
% |
1% |
18% |
46% |
35% |
|||||
Fonte: elaborazioni Nomisma su dati Ministero Beni e Attività Culturali Ufficio di Statistica
Complessivamente sono state attivate 150 unità erogatrici di servizi nellarco di quattro anni. Le librerie rappresentano il 34% di tutti i servizi attualmente operativi, seguite dalle biglietterie (32%), dalle visite guidate (20%), dalle audioguide (8%), dai bar (5%) e dal ristorante (1%).
Il numero dei servizi è sensibilmente aumentato dallapertura della prima Libreria (Galleria dArte Moderna di Roma, 1996). Circa l80% dei servizi è in funzione da meno di due anni, più di un terzo è entrato in attività soltanto nel corso del 1999.
Le diverse classi di servizi danno risultati economici molto diversi. Nel valutare il contributo che ciascuna categoria offre in termini di reddito complessivo, si deve rammentare che il loro grado di diffusione è molto differenziato: le librerie/negozio sono presenti in quasi tutti i musei, mentre esiste un solo ristorante.
Nessun Museo offre tutte le sei possibili categorie di servizi aggiuntivi. La Galleria degli Uffizi e la Galleria Borghese sono provviste di cinque tipi di servizi (è escluso il ristorante), mentre alla Galleria d'Arte Moderna di Roma sono in funzione quattro servizi (con l'eccezione delle audioguide e delle visite guidate), come nella Galleria Palatina di Firenze (nella quale non esiste il ristorante e non sono disponibili le audioguide).
Soltanto 4 Musei su 54 (7%) hanno perciò attivato almeno quattro servizi sui sei possibili. Più del 90% dei Musei offre ai visitatori, al meglio, tre tipi di servizio (prevalentemente libreria, biglietteria e visite guidate). Il tipo ed il numero di servizi per ciascun Istituto è definito dal capitolato d'appalto messo a punto per ogni gara dalla Soprintendenza competente per territorio.
Nel grafico seguente è leggibile lincidenza percentuale di ciascuna attività nella formazione dei 38 miliardi di fatturato complessivo.
Fatturato Servizi Aggiuntivi 1999 in 54 Musei Ripartizione percentuale
Fonte: elaborazioni
Nomisma su dati Ministero Beni e Attività Culturali Ufficio di Statistica
Due terzi del fatturato derivano dallattività delle librerie e dalla vendita di gadgets, il che significa che pur essendo i punti vendita il 34% delle unità, hanno un giro d'affari che copre il 67% del fatturato complessivo dei servizi aggiuntivi.
Buona è anche la performance dei bar e dellunico ristorante. Il settore Food con i 9 punti di ristoro riesce a raggiungere il 17% del giro daffari globale.
Più limitato è il contributo delle prenotazioni, visite guidate e noleggio di audioguide. In questo caso è opportuno però rammentare che il costo del servizio è fisso ed è contenuto entro poche migliaia di lire.
| Servizi aggiuntivi Istituti d'Arte ed Antichità dello Stato (54 Istituti - 150 Unità) | |||
Tipo di servizio |
Incassi (lire) |
Unità |
Incasso medio/unità |
Prenotazione |
2.543.103.000 |
48 |
52.981.313 |
Libreria e gadgets |
25.096.659.047 |
51 |
492.091.354 |
Bar |
5.247.307.621 |
8 |
655.913.453 |
Ristorante |
1.236.200.430 |
1 |
1.236.200.430 |
Audioguide |
1.651.543.000 |
12 |
137.628.583 |
Visite guidate |
1.923.490.000 |
30 |
64.116.333 |
Totale |
37.698.303.098 |
150 |
|
Fonte: elaborazioni Nomisma su dati Ministero Beni e Attività Culturali Ufficio di Statistica
Il fatturato medio per unità vede al primo posto il ristorante, seguito dai bar, dai negozi di oggettistica - librerie, audioguide, visite guidate e prenotazioni.
2.2. Principali evidenze per tipo di servizio
Librerie - oggettistica
I negozi costituiscono collettivamente la principale fonte di reddito aggiuntivo, grazie alla loro numerosità e al giro d'affari elevato.
Attualmente il Ministero rileva soltanto i dati aggregati per le vendite nei negozi - librerie, cioè il numero degli scontrini e i relativi incassi per Museo, ma non possiede alcuna statistica dettagliata sulla vendita di pubblicazioni e di oggettistica. Per questo motivo non è possibile raffrontare l'andamento delle diverse categorie merceologiche ed avere un quadro definito degli articoli più graditi e smerciati.
L'Ufficio di Statistica del Ministero ha già in programma di affinare la metodologia di rilevazione dei dati, in modo da avere a disposizione, per gli anni futuri, delle statistiche più precise su questo tema.
Una stima sull'incidenza percentuale che il merchandising ha sul totale del fatturato dei punti vendita è stata effettuata grazie alla collaborazione dei Concessionari.
Gli operatori, sia rispondendo ad un questionario, sia nel corso delle interviste dirette, hanno specificato che circa un terzo del fatturato dei negozi è attribuibile all'oggettistica, con punte che superano il 50% in alcuni musei.
In linea di principio, però, sono i prodotti editoriali a comporre più della metà dei ricavi dei negozi. La guida divulgativa del Museo (prezzo indicativo tra le 10.000 e le 20.000 lire) è in genere l'articolo più richiesto. La vendita di cartoline ed altri prodotti cartotecnici (agende, poster, biglietti) rappresenta unaltra voce significativa, mentre gode particolare favore la riproduzione di gioielli nel campo delloggettistica.
Questo risultato indica che esistono margini per allargare la quota di fatturato legata all'oggettistica. I dati presentati nella tavola seguente, che mostrano in modo dettagliato la ripartizione percentuale delle vendite per tipo di prodotto al Metropolitan, evidenziano che l'editoriale rappresenta circa la metà della cifra d'affari del negozio. Nel caso italiano invece si aggira oggi sul 70%.
Ai produttori di oggettistica, ai concessionari dei punti vendita e al personale scientifico dei musei si prefigura, attraverso una fattiva collaborazione, il compito di ideare, produrre e mettere sul mercato degli oggetti che possano svolgere una funzione educativa e fungere da ambasciatori della nostra cultura e del nostro stile di vita.
Ripartizione percentuale delle vendite per tipo di prodotto |
|
Prodotto |
% |
Cartoline |
2,5 |
Stampe e manifesti |
10 |
Libri divulgativi |
20 |
Pubblicazioni didattiche e testi scientifici |
9,5 |
Riproduzioni di sculture |
3,5 |
Riproduzioni di vetro e ceramica |
4 |
Gioielli |
15 |
Riproduzioni in metalli |
4 |
Biglietti natalizi |
12 |
Tessuti |
4,5 |
Materiale per ragazzi |
5,5 |
Altro |
4,5 |
Totale |
95 |
Fonte: Daniel Berger, 1993, Il merchandising nei musei: l'esperienza del Metropolitan Museum e le nuove prospettive in Italia, in Notiziario a cura dell'Ufficio Studi Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, Luglio/Dicembre
La tavola seguente dettaglia i risultati delle librerie. La spesa media per visitatore è di 2.300 lire, con una punta massima di circa 8.300 realizzata alla Domus Aurea a Roma.
| Libreria - Gadgets - Risultati 1999 | |||
Media |
Spesa media per acquirente (lire) |
Spesa media per visitatore (lire) |
% media acquirenti su totale visitatori |
Tutti i Musei |
14.896 |
2.301 |
15% |
Max Per Museo |
31.671 |
8.284 |
46% |
Min. Per Museo |
4.539 |
283 |
1% |
Fonte: elaborazioni Nomisma su dati Ministero Beni e Attività Culturali Ufficio di Statistica
Tale performance, realizzata nell'ambito del polo archeologico romano, si ritiene sia in parte attribuibile allestesa gamma di prodotti creati ad hoc nellambito di una proficua collaborazione tra Soprintendenza e Concessionario per ampliare, qualificare e meglio segmentare lofferta nei punti vendita.
In media 15 visitatori su 100 acquistano nelle librerie dei musei. Il miglior rapporto tra numero dei visitatori (clienti potenziali) ed il numero effettivo di acquirenti è stato realizzato nel Museo Pomposiano di Codigoro (FE), nel quale quasi la metà dei visitatori (46%) ha comperato un souvenir o una pubblicazione.
Infine, la spesa pro-capite degli acquirenti è di quasi 15.000 lire in media. Il Museo dove gli acquirenti spendono di più pro-capite è Palazzo Barberini, con acquisti medi superiori alle 30.000 lire.
Il successo commerciale di un punto vendita, per quanto concerne la domanda, è legato a tre variabili:
Ciascuno di questi tre fattori concorre al risultato economico del negozio. Infatti, un alto numero di visitatori non è sufficiente a garantire il buon andamento dell'impresa, se la percentuale di acquirenti rimane bassa e la spesa irrisoria.
Allo stesso modo, un'eccellente capacità di attrazione del punto vendita, tale da indurre un'alta spesa per acquirente, non è sufficiente a garantire un fatturato elevato in assenza di un bacino di utenza abbastanza vasto.
La tavola seguente mostra i risultati dei punti vendita per classi di fatturato e visitatori.
| Librerie per classi di fatturato e d'ingressi | |||||||
Incassi (milioni) Ingressi (000) |
< 100 |
> 101 < 300 |
> 301 < 600 |
> 601 < 900 |
> 900 |
Totale |
% |
< 50 |
11 |
2 |
13 |
27% |
|||
> 51 < 100 |
3 |
3 |
2 |
8 |
16% |
||
> 101 < 300 |
1 |
7 |
4 |
4 |
1 |
17 |
35% |
> 301 < 600 |
1 |
2 |
2 |
3 |
8 |
16% |
|
> 601 < 900 |
|||||||
> 901 |
1 |
2 |
3 |
6% |
|||
Totale librerie |
16 |
12 |
8 |
7 |
6 |
49 |
100% |
33% |
24% |
16% |
14% |
12% |
100% |
||
Fonte: elaborazioni Nomisma su dati Ministero Beni e Attività Culturali Ufficio di Statistica
La tabella evidenzia che soltanto 6 punti vendita (12%) riescono a superare i 900 milioni di fatturato e che un terzo delle librerie ha un ricavo inferiore ai 100 milioni.
La maggior parte di queste, è situata in Musei con meno di 50.000 ingressi, ma si riscontrano anche casi di giro d'affari minimo in Istituti con flussi compresi tra 100.000 e 600.000 visitatori.
La tavola mette in rilievo che più di un quarto dei musei ha meno di 50.000 visitatori e che la categoria di Musei più rappresentata è quella compresa tra 100 e 300.000 visitatori (35%).
In assenza di dati sui costi di gestione non si avanzano ipotesi sulla reale redditività dei punti vendita. Si può però ragionevolmente affermare che risulta difficile credere che possano essere redditizi negozi con un fatturato inferiore ai 100 milioni.
E' pensabile che questi Musei rientrino in un Polo Museale, che possa compensare la scarsa redditività di questi punti vendita grazie agli incassi degli altri negozi della rete. In questo caso l'esistenza del punto vendita è giustificata dall'obiettivo di offrire un servizio capillare alla clientela, piuttosto che da aspettative di profitto.
Si può notare che due Musei con meno di 100.000 visitatori fatturano tra i 300 e i 600 milioni e si dà anche il caso di un Museo, che con meno di trecentomila ingressi rientra nella classe di fatturato massimo.
La libreria della Galleria degli Uffizi riesce a realizzare la miglior performance, basando l'ottimo risultato sia sull'ampio pubblico, 1,4 milioni di ingressi, sia sull'elevata capacità di attrazione: un visitatore su quattro (26%) esce dal negozio avendo acquistato (media nazionale 15%), e su un valore medio di spesa superiore alle 15.000 lire.
La libreria degli Uffizi fattura 5,6 miliardi di lire, che costituiscono quasi un quarto (22%) di tutti gli incassi dei bookshop.
Prenotazioni
Il servizio di prenotazione (lire 2.000) interessa 48 istituti, ma è sfruttato con intensità soltanto laddove vi sia l'obbligo di prenotazione (Galleria Borghese, Cenacolo, Domus Aurea), o dove vi siano reali problemi di congestione (file alle biglietterie), o dove parti del Museo siano visitabili soltanto ad orari stabiliti e con accompagnamento da parte del personale. In media il servizio di prenotazione è utilizzato dal 18% dei visitatori. Si tratta di 1,6 milioni di persone, che spendono più di 2,5 miliardi di lire.
Bar
Il servizio bar è attivo soltanto in 8 musei, ma come si è visto precedentemente può essere una fonte di reddito non marginale. I bar hanno complessivamente una clientela superiore alle 600.000 unità e fatturano globalmente 5,2 miliardi.
| Bar - Risultati 1999 | |||
Media |
Spesa media per acquirente (lire) |
Spesa media per visitatore (lire) |
% media acquirenti su totale visitatori |
Tutti i Musei |
7.148 |
2.131 |
32% |
Max Per Museo |
14.459 |
4.666 |
65% |
Min. Per Museo |
2.571 |
199 |
8% |
Fonte: elaborazioni Nomisma su dati Ministero Beni e Attività Culturali Ufficio di Statistica
I bar possono migliorare ulteriormente il risultato qualora i loro ambienti siano accessibili senza dover pagare il biglietto d'ingresso al Museo.
Si cita per tutti il caso del bar del Museo del Castello di Miramare di Trieste, situato in un padiglione all'interno del Parco (ingresso al parco gratuito). Il bacino d'utenza potenziale per il bar non è costituito esclusivamente dai 240.000 visitatori del Castello, ma dal milione e mezzo di persone che visitano annualmente il Parco.
Visite guidate
Le visite guidate sono state organizzate in 30 Musei. Hanno avuto un pubblico di 320.000 clienti ed hanno incassato 1,9 miliardi di lire.
| Visite guidate - Risultati 1999 | |||
Media |
Spesa media per acquirente (lire) |
Spesa media per visitatore (lire) |
% media acquirenti su totale visitatori |
Tutti i Musei |
5.558 |
296 |
5% |
Max Per Museo |
10.073 |
1.665 |
36% |
Min. Per Museo |
4.000 |
3 |
0,1% |
Fonte: elaborazioni Nomisma su dati Ministero Beni e Attività Culturali Ufficio di Statistica
L'incidenza del numero di visitatori che decide di fruire di una visita guidata sembra spiegata, almeno in parte, dalla tipologia delle raccolte. I Musei con la più alta percentuale di visite sono in primo luogo il Museo Etnografico Pigorini di Roma, seguito dalla Domus Aurea e dal Museo Archeologico di Firenze.
Nel complesso l'acquisto di visite guidate è ancora piuttosto limitato: soltanto il 5% dei visitatori si serve di questo strumento didattico. Una spiegazione per questo fenomeno potrebbe essere trovata nei limiti che la visita pone alla libertà di movimento e di esplorazione del Museo.
Audioguide
Questo servizio, operativo soltanto in 12 Istituzioni, è stato fruito da 274.000 visitatori, con un incasso di 1,6 miliardi.
| Audioguide - Risultati 1999 | |||
Media |
Spesa media per acquirente (lire) |
Spesa media per visitatore (lire) |
% media acquirenti su totale visitatori |
Tutti i Musei |
5.691 |
336 |
6% |
Max Per Museo |
8.082 |
1.430 |
24% |
In Per Museo |
3.000 |
120 |
2% |
Fonte: elaborazioni Nomisma su dati Ministero Beni e Attività Culturali Ufficio di Statistica
In media, le audioguide sono noleggiate dal 6% dei frequentatori, con punte massime del 24% alla Domus Aurea. La spesa media per l'affitto si aggira sulle 6.000 lire.
Da rilevazioni effettuate dalla Soprintendenza Archeologica di Roma sembra che le audioguide riscuotano maggior gradimento presso i visitatori stranieri, anche perché " . il pubblico italiano è scarsamente abituato all'uso di audioguide e in genere al consumo dei servizi in considerazione della novità dell'offerta".
2.3. Poli Museali e quote di mercato
La formulazione del capitolato d'appalto per l'assegnazione della concessione dei servizi aggiuntivi è demandata al Soprintendente. Spetta alla Soprintendenza decidere la messa a gara dei distinti servizi per ciascun Museo o aggregazione di Musei (Polo).
Le gare finora espletate, i cui capitolati d'appalto richiedevano una gamma di servizi integrati (box office, call center, bookshop, ecc.), hanno indotto i concorrenti a privilegiare la formula di partecipazione mediante ATI (Associazione Temporanea d'Imprese), nella quale ciascun membro gestisce il servizio di propria competenza, coordinandosi con gli altri partner del raggruppamento. Questo sistema, a detta degli intervistati, non consentirebbe di ottimizzare l'insieme dei servizi, poiché ogni componente bada esclusivamente alla propria parte, senza ricercare sinergie con il resto del gruppo.
Le novità introdotte dalla Legge Ronchey, che è ancora in una fase sperimentale, hanno indotto alla cautela sia il Ministero, che ha posto come requisito vincolante per la partecipazione agli appalti un'esperienza consolidata nel settore e ha di fatto escluso la partecipazione di Società specializzate nella gestione integrata di tutti i servizi (global service) per mancanza dei requisiti minimi di esperienza, sia gli operatori, che nella formula dell'ATI hanno trovato una struttura di gestione non impegnativa dal punto di vista amministrativo.
In tali raggruppamenti gli editori hanno spesso il ruolo di capofila. La prevalenza della componente editoriale si spiega in parte con l'esigenza delle Soprintendenze di produrre nuove pubblicazioni scientifiche e divulgative.
Il mercato che si è affermato vede la prevalenza di poche polarità forti: i 6 poli/musei con un fatturato in servizi aggiuntivi superiore al miliardo di lire valgono il 92% del mercato. Gli stessi incidono per il 69% dei ricavi da biglietti e per il 73% dei ricavi totali (servizi + biglietti).
Si tratta, come si può vedere nella tavola seguente dei musei leader nelle principali città d'arte: un Museo e due poli a Roma, il polo fiorentino, quello veneziano e milanese.
Musei e Poli Museali con ricavi da vendita di servizi aggiuntivi superiori a Lire 1 miliardo - 1999 |
||||||
Polo |
Città |
Museo |
Concessionario |
Ricavi Servizi |
Ricavi Biglietti |
Totale Ricavi |
1 |
Roma |
Galleria Nazionale d'Arte Moderna |
Réunion des Musées Nationaux, Umberto Allemandi Editore & C |
3.058.860.255 |
1.107.780.000 |
4.166.640.255 |
2 |
Roma |
Polo Museale Romano BAAS |
Gebart S.r.l., A.BE.TE. S.p.A., Edizioni De Luca S.r.l., Touring Editore S.r.l. |
4.752.033.413 |
3.474.130.000 |
8.226.163.413 |
3 |
Roma |
Polo Museale Archeologico |
Elemond S.p.A., Consorzio Naz. Servizi Scrl, |
5.499.342.751 |
24.738.454.000 |
30.237.796.751 |
6 |
Venezia |
Polo Museale Veneziano |
Elemond S.p.A., Consorzio Naz. Servizi Scrl, |
1.657.694.980 |
3.914.888.000 |
5.572.582.980 |
7 |
Firenze |
Polo Museale Fiorentino |
Firenze Museo S.p.A. (Giunti Gruppo Editoriale S.p.A., Bassilichi Sviluppo S.p.A., Pineider S.r.l., Opera Lab S.r.l., Ferragamo S.p.A.) |
14.267.017.989 |
37.358.900.000 |
51.625.917.989 |
19 |
Milano |
Pinacoteca di Brera e Cenacolo Vinciano |
Elemond S.p.A., Associazione Civita, ACEA S.p.A., Costa Acquarium S.p.A. Consorzio Naz. Servizi Scrl. |
1.943.899.020 |
||